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Ristoranti a Caserta
Dove si mangia a Caserta: la mozzarella di bufala DOP, la mela annurca IGP, il maiale casertano e il Falerno del Massico.
Non abbiamo ancora ristoranti a Caserta
Il catalogo copre per ora Pistoia e Prato, e si allarga una provincia alla volta. Può anche darsi che questa città da noi si chiami in un altro modo: prova a cercarla per nome.
Dal blog
Dal blog di Bitebooker
Non abbiamo ancora scritto di questa città: intanto, come funzionano prenotazioni, richieste e recensioni.
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Conferma immediata o su richiesta: cosa cambia davvero
Sulla stessa pagina, due ristoranti possono comportarsi in due modi diversi. La differenza non è grafica: è se il tavolo è tuo o no.
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Da dove vengono le schede, e perché a volte sbagliano
Nessun ristoratore ci ha chiesto di essere qui. È il motivo per cui il catalogo è ampio, ed è anche il motivo per cui invecchia.
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«Tutte verificate»: cosa vuol dire, e cosa no
Su questo portale una recensione si aggancia a una cena avvenuta. È una regola scomoda — taglia fuori parecchia gente — e tutto quello che la riga «tutte verificate» può promettere sta lì dentro.
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Mangiare a Caserta
Caserta è la provincia della bufala: la piana del Volturno è il cuore della Mozzarella di Bufala Campana DOP, e quasi tutto il resto le gira intorno.
La bufala
Si compra il mattino nei caseifici, e si mangia il giorno stesso: è un latticino fresco, non un formaggio da frigorifero. Dalla stessa filiera vengono ricotta di bufala, provola affumicata e la carne di bufalo.
I piatti
- Mozzarella in carrozza, impanata e fritta;
- Pasta e patate e la minestra maritata delle feste;
- Maiale nero casertano, razza autoctona recuperata, nei salumi;
- Carciofo di Paestum e le papaccelle sott'aceto per il periodo natalizio.
La frutta
La Mela Annurca Campana IGP matura a terra, sui «melai» di paglia, dove si arrossa una faccia per volta.
Nel bicchiere
Il Falerno del Massico DOC è l'erede del *Falernum* dei romani: rosso da Aglianico e Piedirosso, bianco da Falanghina. L'Asprinio di Aversa DOC nasce dalle viti maritate ai pioppi, alte anche quindici metri.
Orari e giorni di chiusura cambiano: quelli che leggi sulle schede arrivano da fonti pubbliche e possono essere vecchi. Dove il locale conferma i tavoli con noi, la disponibilità che vedi è quella vera.
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Se stasera ci si sposta di pochi chilometri.