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Ristoranti a Viterbo

Dove si mangia a Viterbo: l’acquacotta della Tuscia, i lombrichelli, la pignattaccia e il fagiolo del purgatorio.

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Il catalogo copre per ora Pistoia e Prato, e si allarga una provincia alla volta. Può anche darsi che questa città da noi si chiami in un altro modo: prova a cercarla per nome.

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Mangiare a Viterbo

Viterbo è la Tuscia, fra il lago di Bolsena e i Cimini: una cucina di terra, di legumi e di pane.

I piatti

  • Acquacotta della Tuscia — cicoria di campo, mentuccia, pomodoro, pane raffermo e l'uovo sopra;
  • Lombrichelli — spaghettoni di acqua e farina fatti a mano, con l'aglione o col ragù;
  • Pignattaccia — carne e verdure cotte per ore nel coccio, nata come piatto degli scalpellini che la lasciavano nei forni;
  • Minestra di castagne e ceci, dai boschi dei Cimini.

I prodotti

  • Fagiolo del purgatorio di Gradoli, piccolo e bianco, che si cucina il Mercoledì delle Ceneri;
  • Nocciola dei Monti Cimini e l'olio della Tuscia DOP;
  • Coregone e anguilla dal lago di Bolsena.

Nel bicchiere

L'Est! Est!! Est!!! di Montefiascone DOC, che deve il nome alla storia del servitore del vescovo Defuk, e l'Aleatico di Gradoli DOC fra i dolci.

Orari e giorni di chiusura cambiano: quelli che leggi sulle schede arrivano da fonti pubbliche e possono essere vecchi. Dove il locale conferma i tavoli con noi, la disponibilità che vedi è quella vera.

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